Aggiornato il 23 ottobre 2025
Il decreto legge 116/2025, convertito con legge n. 147 del 8 ottobre 2025, rappresenta una delle più importanti riforme in materia ambientale degli ultimi anni.
Con questo intervento, il legislatore ha inteso inasprire il contrasto alle attività illecite nella gestione dei rifiuti, rafforzando gli strumenti di prevenzione, le sanzioni penali e amministrative e la responsabilità diretta delle imprese.
Le modifiche introdotte incidono sul d.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) ridefinendo in parte il sistema di responsabilità ambientale in Italia.
Per aziende, enti gestori e operatori del settore, queste novità richiedono un aggiornamento puntuale dei modelli di gestione, controllo e tracciabilità dei rifiuti.
Un intervento normativo di ampio respiro
Il d.l. 116/2025 ha l’obiettivo di contrastare con maggiore efficacia le condotte illecite legate ai rifiuti, con particolare attenzione ai territori ad alto rischio ambientale, come la Terra dei Fuochi.
Il provvedimento introduce modifiche sostanziali a diversi testi normativi:
- d.lgs. 152/2006 – Testo Unico Ambientale;
- Codice Penale e di Procedura Penale;
- d.lgs. 231/2001 – Responsabilità amministrativa degli enti;
- Codice della Strada (d.lgs. 285/1992).
Il decreto, inoltre, istituisce un fondo di 15 milioni di euro per la bonifica e il ripristino ambientale nella Terra dei Fuochi, dimostrando la volontà di intervenire non solo con misure punitive, ma anche con strumenti operativi concreti.
Infografica operativa
Gestione dei rifiuti e reati ambientali: novità del D.L. 116/2025
Aggiornato: 23 ottobre 2025 — D.L. 116/2025 convertito con L. 147/2025
Il decreto rafforza la prevenzione, sanzioni penali e amministrative e la responsabilità diretta delle imprese, intervenendo sul d.lgs. 152/2006, su norme penali e sulla tracciabilità dei rifiuti. Serve un aggiornamento dei modelli di gestione.
Intervento di ampio respiro
- Modifiche a TUA (d.lgs. 152/2006), Codice Penale e Proc. Penale, d.lgs. 231/2001, Codice della Strada.
- Focus territori ad alto rischio (es. Terra dei Fuochi).
Fondo dedicato
Istituito un fondo da 15 mln € per bonifiche e ripristini nella Terra dei Fuochi.
Per le aziende
Adeguamento di: tracciabilità, procedure interne, Modelli 231 e formazione.
Riforma sanzioni: cosa cambia
Abbandono rifiuti non pericolosi
- Privati: ammenda 1.500 – 18.000 €.
- Impresa/ente: arresto 6 mesi – 2 anni o ammenda 3.000 – 27.000 €.
- Patente: sospensione fino a 4 mesi se usato un veicolo.
- Se c’è pericolo per persone/ambiente: reclusione fino a 5 anni.
Abbandono rifiuti pericolosi
- Reclusione 1 – 5 anni (fino a 6 anni e 6 mesi nei casi aggravati).
- Pene più alte per imprese e in siti contaminati/a rischio.
Gestione non autorizzata & discariche
- Gestione non autorizzata: 6 mesi – 3 anni (fino a 5 anni se pericolosi).
- Discariche abusive: 1 – 5 anni (fino a 7 anni se anche pericolosi).
- Confisca obbligatoria dell’area.
Combustione illecita
- Non pericolosi: 3 – 6 anni.
- Pericolosi: 3 anni e 6 mesi – 7 anni.
- Se deriva incendio: pena aumentata fino alla metà.
Spedizione illegale
- Reclusione 1 – 5 anni, aggravante per rifiuti pericolosi.
- Rafforzata l’attuazione dei Reg. (CE) 1013/2006 e (UE) 2024/1157.
Aggravante d’impresa
- Nuovo art. 259-bis: +1/3 se nell’ambito di attività organizzata.
- Vigilanza del titolare: responsabilità per omessa vigilanza.
D.Lgs. 231/2001 (art. 25-undecies)
- Pecuniarie fino a 1.200 quote.
- Interdittive fino a 1 anno.
- Riduzioni 1/3 – 2/3 per colpa (art. 259-ter).
- Modelli 231 da aggiornare.
Codice Penale/Proc. Penale
- Aggravamenti per delitti ambientali (es. 452-sexies, 452-quaterdecies c.p.).
- Estesa possibilità di arresto per reati gravi.
Codice della Strada
- Sanzioni per getto rifiuti da veicoli (art. 15).
- Videosorveglianza ammessa (art. 201).
- Collegamento con art. 255 TUA.
Carta nazionale uso del suolo (AGEA)
Uso di dati satellitari e ortofoto per rilevare variazioni morfologiche o contaminazioni a supporto dei controlli.
Finanziamenti & misure
- 15 mln € al Commissario Terra dei Fuochi.
- Assistenza post-calamità.
- Proroga emergenza Marche al 31/12/2025.
Checklist operativa per le aziende
- Aggiorna Modello 231 e mappatura reati ambientali.
- Rafforza procedure di tracciabilità e controlli sui conferimenti.
- Verifica autorizzazioni, FIR/registri/RENTRI e coerenza documentale.
- Piano formazione (RSPP, responsabili ambientali, autisti).
- Valuta rischi d’impresa (259-bis) e responsabilità per vigilanza.
- Prevedi audit periodici e prontezza in caso d’ispezione.
Come supporta EuroCorporation
- Audit & gap analysis su TUA/231 e processi di gestione rifiuti.
- Aggiornamento Modelli 231 e protocolli ambientali.
- Verifica documentale (FIR, registri, RENTRI) e coerenza autorizzazioni.
- Tracciabilità & logistica con impianti autorizzati.
- Formazione per RSPP/responsabili ambientali e personale operativo.
Più controllo, più competenza, meno rischi
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Riforma e impatto sulle sanzioni
La riforma trasforma numerose contravvenzioni in delitti, aumentando significativamente le pene per le violazioni ambientali.
Le sanzioni principali ora prevedono:
- Incremento delle pene detentive per le violazioni più gravi;
- aumento delle sanzioni pecuniarie;
- possibilità di confisca dei mezzi o delle aree coinvolte nelle attività illecite;
- sanzioni accessorie, come la sospensione o la cancellazione dall’Albo Gestori Ambientali e, nei casi previsti, la sospensione della patente di guida.
Il decreto amplia anche il concetto di “pericolo ambientale”, includendo la compromissione o deterioramento di ecosistemi, acque, aria, suolo e biodiversità, con pene aumentate fino alla metà.
Abbandono e gestione non autorizzata dei rifiuti
Le modifiche agli articoli 255 e 256 del d.lgs. 152/2006 introducono pene più severe e una maggiore responsabilità per imprese e titolari di attività.
Abbandono di rifiuti non pericolosi (art. 255 e 255-bis)
- Ammenda da 1.500 a 18.000 euro per i privati;
- arresto da 6 mesi a 2 anni o ammenda da 3.000 a 27.000 euro per titolari d’impresa e responsabili di enti;
- sospensione della patente fino a 4 mesi in caso di utilizzo di veicoli;
- reclusione fino a 5 anni se dal fatto deriva pericolo per persone o ambiente.
Abbandono di rifiuti pericolosi (art. 255-ter)
- Reclusione da 1 a 5 anni (fino a 6 anni e 6 mesi nei casi aggravati);
- Pene più alte per le imprese e nei casi di abbandono in siti contaminati o a rischio.
Gestione non autorizzata e discariche abusive
L’articolo 256 viene completamente riformulato:
- Gestione non autorizzata di rifiuti: reclusione da 6 mesi a 3 anni, estesa a 5 anni per rifiuti pericolosi;
- discariche non autorizzate: reclusione da 1 a 5 anni, fino a 7 anni se destinate anche parzialmente a rifiuti pericolosi;
- introduzione della confisca obbligatoria dell’area sulla quale sorge la discarica abusiva.
Combustione illecita di rifiuti
Un capitolo di grande rilevanza riguarda l’articolo 256-bis, che disciplina la combustione illecita:
- Reclusione da 3 a 6 anni per combustione di rifiuti non pericolosi;
- reclusione da 3 anni e 6 mesi a 7 anni per rifiuti pericolosi;
- se dalla combustione deriva un incendio, la pena è aumentata fino alla metà.
Questa norma è pensata per colpire duramente i roghi tossici, soprattutto nelle aree della Terra dei Fuochi.
Spedizione illegale di rifiuti
L’articolo 259 viene riscritto: chiunque effettui una spedizione illegale di rifiuti è punito con la reclusione da 1 a 5 anni, con aggravante per i rifiuti pericolosi.
Questa disposizione rafforza l’attuazione dei regolamenti europei (CE) 1013/2006 e (UE) 2024/1157, migliorando il contrasto ai traffici transfrontalieri di rifiuti.
L’aggravante dell’attività di impresa
Viene introdotto l’articolo 259-bis, che prevede l’aggravante dell’attività di impresa.
Le pene aumentano di un terzo quando i reati ambientali sono commessi nell’ambito di un’attività organizzata.
Il titolare o responsabile aziendale è punibile anche per omessa vigilanza, con l’applicazione delle sanzioni interdittive e pecuniarie del d.lgs. 231/2001.
Responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001)
L’articolo 25-undecies del d.lgs. 231/2001 viene modificato in modo rilevante:
- Aumento delle sanzioni pecuniarie, fino a 1.200 quote nei casi più gravi;
- sanzioni interdittive fino a un anno, comprese sospensione o revoca delle autorizzazioni;
- riduzione delle pene (1/3 – 2/3) per reati commessi per colpa (art. 259-ter).
Per le aziende del settore ambientale, è fondamentale aggiornare i Modelli 231 per garantire la piena conformità normativa.
Modifiche al Codice Penale e di Procedura Penale
Sono introdotti nuovi aggravamenti delle pene per i delitti ambientali (artt. 452-sexies e 452-quaterdecies c.p.) e viene estesa la possibilità di arresto per reati ambientali gravi.
Nuove norme nel Codice della Strada
Le novità includono:
- Sanzioni per getto di rifiuti dai veicoli in sosta o in movimento (art. 15, comma 1, lett. f-bis);
- possibilità di accertamento tramite videosorveglianza (art. 201, comma 5-quater);
- collegamento diretto con l’art. 255 TUA per l’applicazione delle sanzioni.
Carta nazionale dell’uso del suolo (AGEA)
L’articolo 8 del d.l.116/225 consente di utilizzare i dati satellitari e ortofotografici della Carta nazionale dell’uso del suolo (AGEA) per individuare variazioni morfologiche o contaminazioni del terreno, supportando così le attività di controllo e repressione dei reati ambientali.
Finanziamento e misure straordinarie
Il decreto destina 15 milioni di euro per il 2025 al Commissario unico per la Terra dei Fuochi, incaricato di realizzare interventi di rimozione, bonifica e ripristino ambientale.
Sono inoltre previste:
- Misure di assistenza post-calamità per le popolazioni colpite;
- proroga dello stato di emergenza nelle Marche fino al 31 dicembre 2025.
Conclusioni operative
Il decreto legge 116/2025 segna un cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti in Italia:
le imprese non sono più semplici destinatarie di obblighi, ma attori penalmente responsabili delle proprie scelte ambientali.
EuroCorporation Srl continuerà a supportare aziende e partner nell’adeguamento normativo, offrendo servizi di consulenza e aggiornamento per una gestione dei rifiuti conforme, sostenibile e trasparente.
FAQ – Domande Frequenti
1. Quali sono i principali reati introdotti dal d.l. 116/2025?
Abbandono e gestione non autorizzata di rifiuti, combustione illecita, spedizione illegale e aggravante d’impresa.
2. Cosa comporta l’aggravante dell’attività di impresa?
Aumento fino a un terzo delle pene e responsabilità diretta del titolare per omessa vigilanza.
3. Quali sono le sanzioni per la combustione di rifiuti?
Da 3 a 6 anni per rifiuti non pericolosi, fino a 7 anni per rifiuti pericolosi e ulteriori aumenti in caso d’incendio.
4. La videosorveglianza può essere usata per accertare reati ambientali?
Sì, sia per l’abbandono di rifiuti che per le violazioni del Codice della Strada.
5. Cos’è la Carta nazionale dell’uso del suolo?
Uno strumento AGEA per il monitoraggio satellitare del territorio, utilizzabile per prevenire e reprimere i reati ambientali.