Utilizzo delle acque di vegetazione e dei reflui dei frantoi oleari

La gestione delle acque di vegetazione e dei reflui dei frantoi oleari è un aspettoimportante nel settore agricolo italiano, regolamentato da normative specifiche chene disciplinano l’uso agronomico. La legislazione vigente La normativa che regola l’utilizzo agronomico delle acque di vegetazione e dei refluidei frantoi oleari si basa principalmente sul Decreto Legislativo 152/2006 e sullaLegge 11 novembre 1996, […]

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Utilizzo delle acque di vegetazione e dei reflui dei frantoi oleari

La gestione delle acque di vegetazione e dei reflui dei frantoi oleari è un aspetto
importante nel settore agricolo italiano, regolamentato da normative specifiche che
ne disciplinano l’uso agronomico.


La legislazione vigente


La normativa che regola l’utilizzo agronomico delle acque di vegetazione e dei reflui
dei frantoi oleari si basa principalmente sul Decreto Legislativo 152/2006 e sulla
Legge 11 novembre 1996, n. 574. Questi atti legislativi stabiliscono i criteri e le
norme tecniche per l’impiego di questi reflui come fertilizzanti, noti come
fertirrigazione.


Il Decreto Ministeriale del 6 luglio 2005 specifica ulteriormente i requisiti tecnici e le
modalità di utilizzo, mentre il Decreto 8 maggio 2015 introduce un modello
semplificato per la richiesta di autorizzazione unica ambientale (AUA).
 

Produzione delle acque di vegetazione in italia
 

Secondo dati ISTAT, in Italia ci sono circa 1,141 milioni di ettari coltivati ad olivo, con
una produzione annuale di olive di circa 3,79 milioni di tonnellate, generando tra le
250 e le 500 mila tonnellate di olio d’oliva. I frantoi oleari, che lavorano circa un terzo
delle olive raccolte, producono circa 3 milioni di tonnellate di reflui oleari ogni anno.
 

Processo tecnologico


La produzione delle acque di vegetazione deriva principalmente da due tipi di frantoi:
quelli a tre fasi e quelli a centrifugazione. I frantoi a tre fasi generano due
sottoprodotti principali: le sanse vergini (residui solidi) e le acque di vegetazione
(residui liquidi). Con l’introduzione dei sistemi a centrifugazione, le caratteristiche dei
reflui sono cambiate, con un aumento dell’umidità delle sanse e una maggiore
diluizione delle componenti solide nelle acque di vegetazione.
 

Caratteristiche dei reflui oleari


Le acque di vegetazione hanno un colore scuro e un odore caratteristico, composte
da una miscela di sostanze organiche e minerali. Presentano una reazione da sub-
acida ad acida con valori di pH compresi tra 4,5 e 5,9. Contengono zuccheri riduttori,
principalmente glucosio e fruttosio, e un contenuto medio di ceneri che varia dallo
0,6% al 2%, a seconda del metodo di estrazione utilizzato.

Utilizzo agricolo dei reflui oleari


Nonostante in passato fossero considerati tra i reflui più inquinanti, oggi le acque di
vegetazione sono utilizzate come fertilizzanti grazie al loro contenuto di nutrienti
come potassio e fosforo. L’impiego di questi reflui sul terreno agrario è
regolamentato da una specifica legislazione per garantire la sicurezza e l’efficacia
agronomica. Studi hanno dimostrato che l’uso controllato delle acque di vegetazione
può aumentare la frazione umica del terreno e arricchire il suolo di elementi nutritivi
senza significativi effetti negativi sulla produttività.


Normative regionali


Le normative regionali integrano e specificano le disposizioni nazionali. Ad esempio,
la Regione Veneto ha recepito le norme tecniche generali fissate dal DM 6 luglio
2005, coordinando la disciplina dell’utilizzo agronomico delle acque di vegetazione
con norme regionali per l’utilizzo degli effluenti di allevamento e di talune acque
reflue aziendali. Questo include l’obbligo di presentare una comunicazione
preventiva al Comune per ogni intervento di spandimento agronomico.


Modalità di comunicazione e stoccaggio
 

Per procedere all’utilizzazione agronomica, è necessaria una comunicazione
preventiva al Sindaco del comune interessato, corredata da una relazione redatta da
un professionista abilitato che descrive l’assetto pedogeomorfologico e le condizioni
idrologiche del sito. Lo stoccaggio delle acque di vegetazione deve essere effettuato
in silos, cisterne o vasche autorizzate e collaudate, con la certificazione di collaudo
presentata agli uffici tecnici competenti.
 

Sanzioni e controlli
 

Chiunque violi le normative relative allo spandimento delle acque di vegetazione è
soggetto a sanzioni amministrative. Le autorità competenti possono inoltre imporre
prescrizioni, sospendere temporaneamente l’attività o applicare sanzioni pecuniarie.
 

Conclusione
 

L’utilizzo agronomico delle acque di vegetazione e dei reflui dei frantoi oleari
rappresenta una pratica sostenibile e regolamentata che contribuisce a migliorare la
qualità del suolo e a ridurre l’impatto ambientale dei reflui. La conformità alle
normative vigenti e l’adozione di buone pratiche agronomiche sono fondamentali per
garantire la sicurezza e l’efficacia di questa pratica.


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Questo articolo è verificato da:

Alfredo Noce

Alfredo Noce

Founder

Alfredo Noce è fondatore di EuroCorporation ed esperto di smaltimento rifiuti per le imprese in Toscana e centro Italia. Con oltre vent'anni di esperienza nel settore ambientale, sul blog traduce l'esperienza diretta sul campo in contenuti concreti su rifiuti speciali e indicazioni pratiche sulle corrette procedure di smaltimento.

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