Carta, produzione e riciclo: cinque falsi miti da sfatare

Riciclo carta - Eurocorporation

L'importanza della carta e i vantaggi del suo riciclo sono ormai cosa nota, ma vi sono ancora molte false convinzioni legate a questo materiale e al suo impatto sull’ambiente. Nella maggior parte dei casi, esse sono alimentate da una scarsa conoscenza dei processi di produzione e dalla diffusione di notizie molto spesso prive di fondamento e/o del tutto false, che talvolta vengono usate per giustificare negligenze o pigrizie relative alla raccolta differenziata. Spesso però si tratta solo di inconsapevolezza e carenza di una forma mentis relativa al ciclo di vita di questo materiale e, di conseguenza, basata sul “sentito dire”. Vediamo allora nel dettaglio, alcune delle false credenze maggiormente diffuse.

“La carta è riciclabile all’infinito”

Non è così. Persino la plastica può essere riciclata fino a 3 volte di più della carta: l'unico materiale riciclabile all'infinito, infatti, è solo e unicamente l’alluminio. Il motivo è che i continui processi di riciclo della carta ne alterano le proprietà meccaniche e chimiche delle fibre. Se da un lato parte di queste fibre viene persa nel processo di trasformazione, dall'altro parti di esse possono essere riciclate fino a 7 volte. Dopodiché la resa si riduce: le fibre si accorciano e si indeboliscono. Quindi no, purtroppo la carta non può essere riciclata all'infinito: al di là delle proprietà organolettiche della carta, uno dei fattori che limitano l’incremento del riciclo e della circolarità nell’industria cartaria è che vi sono pochi impianti di recupero e difficoltà nella loro realizzazione. 

“Per produrre carta si consumano grandi quantità di energia” 

Sì e no. Tutto quello che facciamo consuma energia e per comprendere concretamente la quantità utilizzata, è sempre utile fare dei paragoni. In media il consumo annuale di carta di un cittadino è di 200 kg. Per produrli, si consumano 500 kWh di elettricità, l'equivalente del consumo di una lampadina di 60w accesa per un anno o di lasciare in stand-by tutte le apparecchiature domestiche di una famiglia per un intero anno (Paper & the Environment. ATS Consulting.). Certamente si può sempre migliorare, ma l’industria cartaria europea rappresenta attualmente un esempio di eccellenza per l'utilizzo di tecnologie pulite. L’Italia inoltre, è leader nella certificazione di prodotto tramite l’Ecolabel Europeo, un’etichetta che attesta l’eccellenza ecologica del prodotto. 

“La produzione di carta comporta grossi sprechi d'acqua”

Questa concezione deriva dal passato: in effetti nel 1970 per produrre una tonnellata di carta, servivano 100 metri cubi d'acqua. Oggi la situazione è ben diversa: l’industria della carta lavora in modo sostenibile e utilizza circa 24 metri cubi di acqua per produrre 1 tonnellata di carta. Inoltre, dell'acqua utilizzata nel processo produttivo, il 90% è di riciclo.

“La carta e il suo riciclo aumentano le emissioni di CO2”

In realtà è proprio il contrario: un riciclo efficiente contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2. I componenti principali della carta, infatti, sono materie prime naturali, rinnovabili, riciclabili e compostabili. Anche qui, fare un paragone serve a rendere meglio l'idea: leggere un quotidiano al giorno produce il 20 % in meno di CO2 rispetto ad una lettura online di circa 30 minuti. Riciclare la carta consente di trattenere il carbonio fuori dall’atmosfera più a lungo, poiché rimane conservato nel legno e nei prodotti cartari.

“Le foreste vengono distrutte per produrre carta”

Questo è un pensiero ancora molto diffuso, ma guardando ai dati si scopre che in verità l’utilizzo di legname nel mondo è soltanto per il 12% conseguenza della produzione di carta. La deforestazione ha come causa principale la conversione delle foreste in terreni agricoli e la raccolta di legname per altri usi. Inoltre, in Europa l'industria cartaria utilizza legno proveniente da foreste sostenibili: la maggior parte del legno utilizzato per produrre la carta è ricavato dallo sfoltimento degli alberi, un'azione necessaria alla conservazione salutare delle foreste, per proteggerle dai residui generati da altri settori industriali, come ad esempio le segherie. Sebbene la raccolta differenziata di carta e cartone è da considerarsi la soluzione più sostenibile, l'utilizzo di alberi per ricavare la cellulosa è compensato in abbondanza. In Europa per ogni albero tagliato, ne vengono piantati altri 3. Oggi  le foreste da cui viene ricavata la materia prima per produrre carta e molti altri prodotti, contrariamente a quanto si pensi, sono cresciute tra il 2005 e il 2015 di oltre 1500 campi da calcio al giorno. (fonte: Rapporto Ambientale 2019 – Assocarta). 

Non bisogna dunque aver paura di utilizzare (senza sprecare) la carta e, sopratutto, di riciclarla. Ci sono molti modi di occuparsene in modo sostenibile: sapevi che la sua degradazione chimica può essere finalizzata a produrre sostanze di uso industriale come il metanolo? Una possibilità che allarga il raggio d'azione dell'economia circolare. 

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