Olio esausto, smaltirlo non è un gesto banale

Olio esausto: perché in azienda è (quasi sempre) un rifiuto pericolosoGli oli minerali e sintetici usati — olio motore, oli per ingranaggi e lubrificazione, oli per circuiti idraulici — sono rifiuti pericolosi assoluti: nel Catalogo Europeo l’intero capitolo 13 è contrassegnato dall’asterisco, senza voci gemelle non pericolose. Le caratteristiche di pericolo tipiche sono l’ecotossicità e, […]

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Olio esausto, smaltirlo non è un gesto banale

Olio esausto: perché in azienda è (quasi sempre) un rifiuto pericoloso

Gli oli minerali e sintetici usati — olio motore, oli per ingranaggi e lubrificazione, oli per circuiti idraulici — sono rifiuti pericolosi assoluti: nel Catalogo Europeo l’intero capitolo 13 è contrassegnato dall’asterisco, senza voci gemelle non pericolose. Le caratteristiche di pericolo tipiche sono l’ecotossicità e, per alcune frazioni, l’infiammabilità.

Discorso diverso per l’olio vegetale esausto (l’olio da cucina): è un temibile inquinante se disperso — un litro può compromettere circa mille metri quadrati di specchio d’acqua — ma la sua classificazione è non pericolosa (EER 20 01 25). Inquinante e pericoloso, nel linguaggio dei rifiuti, non sono sinonimi.

I codici EER che servono davvero

I più frequenti in azienda: 13 02 05* (oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati) e 13 02 08* (altri oli per motori e ingranaggi) — il caso classico di officine e manutenzioni; 13 01 10* (oli per circuiti idraulici non clorurati); 13 05 06* e le voci vicine per oli e fanghi da separatori olio/acqua e disoleatori; 13 07 01*per olio combustibile e gasolio di scarto. Il codice giusto dipende dall’origine: nel dubbio, la classificazione va verificata, non ereditata per abitudine.

Dove finisce l’olio raccolto: la filiera del recupero

L’olio minerale usato è tra i rifiuti più rigenerabili in assoluto: correttamente raccolto, viene avviato tramite la filiera del CONOU (il consorzio nazionale degli oli usati) principalmente alla rigenerazione in nuove basi lubrificanti. Smaltirlo bene non è solo un obbligo: è materia prima che torna in circolo.

Come conservarlo in azienda prima del ritiro

Contenitori dedicati e a tenuta, su bacino di contenimento, lontano da caditoie e acque meteoriche, con etichetta del rifiuto (codice EER e caratteristiche di pericolo) e nel rispetto dei limiti del deposito temporaneo: ritiro almeno trimestrale oppure al raggiungimento di 30 metri cubi complessivi, di cui al massimo 10 di rifiuti pericolosi. Regole complete nella guida al deposito temporaneo dei rifiuti pericolosi. Mai miscelare oli di natura diversa o oli con altri rifiuti: il divieto è espresso (art. 187 del D.Lgs. 152/2006) e la miscelazione può compromettere la rigenerabilità.

Come lo gestiamo per te

EuroCorporation fornisce i contenitori idonei, ritira gli oli esausti con mezzi autorizzati insieme agli altri flussi pericolosi dell’officina o dello stabilimento (filtri, stracci, imballaggi contaminati) e cura la documentazione completa, dal FIR digitale via RENTRI all’attestazione di avvenuto smaltimento. Un unico ritiro per tutto: scopri lo smaltimento rifiuti pericolosi per aziende o chiama lo 055 7760300.

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Alfredo Noce

Alfredo Noce

Founder

Alfredo Noce è fondatore di EuroCorporation ed esperto di smaltimento rifiuti per le imprese in Toscana e centro Italia. Con oltre vent'anni di esperienza nel settore ambientale, sul blog traduce l'esperienza diretta sul campo in contenuti concreti su rifiuti speciali e indicazioni pratiche sulle corrette procedure di smaltimento.

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